Il presente contributo analizza il sistema di esecuzione penale della Norvegia, evidenziandone gli elementi distintivi rispetto al contesto italiano, con un focus sulle prassi trattamentali e sugli strumenti evidence-based adottati. Il modello norvegese si fonda su una filosofia penitenziaria orientata esclusivamente alla risocializzazione, sorretta dai principi di normalizzazione e progressione verso la reintegrazione. Le misure alternative alla detenzione, il ricorso alla giustizia riparativa e l’adozione di programmi trattamentali scientificamente validati si affiancano a un impiego sistematico della valutazione del rischio di recidiva attraverso lo strumento di risk-assessment BRIK (acronimo norvegese per “valutazione di bisogni e risorse”). Tale approccio, ispirato ai paradigmi della Positive Criminology e del What Works, consente una gestione personalizzata del percorso sanzionatorio e una significativa riduzione della recidiva. L’efficacia del modello è rafforzata da una solida cultura organizzativa, da una rete di servizi integrata e da una forte valorizzazione della relazione con l’utente. Il confronto con il sistema italiano evidenzia come il divario tra i due Paesi non sia tanto normativo, quanto metodologico-trattamentale. In tale prospettiva, l’esperienza norvegese rappresenta un paradigma virtuoso a cui tendere, nella misura in cui sia possibile declinare i suoi principi fondanti in coerenza con il contesto socio-culturale e le risorse del nostro Paese.
Picass,La vie (1903)

